Negli ultimi anni è diventato sempre più importante riuscire a quantificare la quantità di gas ad effetto serra (GHG) emessi da una attività industriale e, per soddisfare questa esigenza, è nata la Carbon Footprint di Prodotto (CFP).

La CFP è un indicatore ambientale che misura l’impatto delle attività umane sul clima globale relativamente ed unicamente al fattore di caratterizzazione del Global Warming Potential (GWP). Pertanto, il calcolo della CO2 equivalente associata ad un’attività produttiva è la misura dell’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente in termini di emissioni di gas serra prodotti, misurati in unità di anidride carbonica.

L’unità di misura dell’impronta di carbonio è il kilogrammo di biossido di carbonio equivalente (kgCO2 eq.), che viene ottenuta moltiplicando la quantità delle emissioni di ciascuno dei Gas ad effetto serra (GHG), per il valore di Global Warming Potential (GWP) corrispondente.

CISA nell’anno 2013 ha aderito all’iniziativa ministeriale di Carbon Footprint o quantificazione della impronta di carbonio anche detta impronta climatica.

Tale progetto si inserisce nel “Programma italiano per la valutazione dell’impronta ambientale” attuato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’obiettivo è stato quello di effettuare la Carbon Footprint di Prodotto del ciclo di vita completo (dalla culla alla tomba) del Combustibile Solido Secondario (CSS/CDR), avendo così la possibilità di intervenire sulle fasi più critiche del processo al fine di ridurre l’impatto ambientale del prodotto indagato.

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Il calcolo della Carbon Footprint

L’obiettivo dello studio è stato quello di ottenere una quantificazione del potenziale di riscaldamento globale associato alla produzione di una tonnellata di CSS/CDR da parte di CISA, considerata nel suo intero ciclo di vita (approvvigionamento delle risorse, lavorazione, trasporto del prodotto, fase d’uso del prodotto e fine vita), seguendo le indicazioni riportate nella norma UNI ISO/TS 14067:2013 Impronta climatica dei prodotti (CFP).

L’unità funzionale dello studio è 1 tonnellata di combustibile solido secondario (CSS/CDR) di classe NCV3-Cl1-Hg1, secondo la norma UNI EN 15359:2011 (PCI >15.000 kJ/kg), prodotto presso l’Impianto Pubblico Complesso di Trattamento RSU sito in Massafra alla contrada Console.

Le fasi del ciclo di vita e confini del sistema

Tutti i dati utilizzati per lo studio sono stati raccolti direttamente presso il sito di produzione di CISA Spa e di APPIA ENERGY Srl, gestore della centrale termoelettrica di valorizzazione energetica del CSS/CDR prodotto da CISA.

Risultati

Le emissioni totali di CO2 eq. legate alla produzione e utilizzo di una tonnellata di CSS/CDR sono pari a 1.289,24 kg.

I dati quantitativi e percentuali dei diversi contributi espressi in kg CO2 eq. sono:

Categoria d’impatto IPCC GWP 100a
Unità di misura kg CO2 eq %
Totale 1.289,24 100
Trasporto RSU a CISA 144,53 11,21
Processo produttivo CISA 45,47 3,53
Trasporto CSS/CDR da CISA ad APPIA ENERGY 0,21 0,02
Trasporto dei rifiuti prodotti da CISA a impianto di smaltimento e/o recupero finale 0,59 0,05
Conferimento a discarica della frazione non valorizzabile 249,98 19,39
Altri contributi (Trasporto del nuovo materiale legnoso per biofiltro a CISA) 0,03 0
Processo produttivo APPIA ENERGY 843,89 65,46
Trasporto dei rifiuti prodotti da APPIA ENERGY a impianto di smaltimento e/o recupero finale 4,55 0,35

Riportando i risultati alla tonnellata di RSU raccolta la CFP risulta invece pari a 401,47 kg CO2 eq.

L’analisi dei risultati generali del calcolo della Carbon Footprint del processo di produzione di CSS/CDR evidenzia come, a fronte di un incidenza contenuta del processo principale effettuato da CISA, il contributo di gran lunga maggiore è legato al processo produttivo di APPIA ENERGY, e in particolare dalla fase di combustione del CSS/CDR; altri contributi significativi sono legati allo smaltimento in discarica dei rifiuti prodotti da CISA e alla fase di raccolta e trasporto dei RSU.

Per quanto concerne il processo produttivo svolto nell’impianto di CISA, risulta che il contributo principale è dato dai consumi elettrici (93,8% del contributo totale del processo).

L’Impegno di CISA

Lo studio effettuato ha confermato l’importanza in termini ambientali, oltre che economici, di opportuni interventi di efficientamento energetico del ciclo produttivo di CISA, utili a diminuire il fabbisogno di energia elettrica da parte dell’impianto, permettendo così di ridurre l’impronta di carbonio del prodotto.

In tal senso CISA ha già avviato un progetto che mira alla SOSTITUZIONE DELLE LAMPADE AD INCANDESCENZA presenti all’interno dei capannoni ed esternamente sui piazzali CON LAMPADE A LED.

Parallelamente a questo intervento la ditta intende effettuare un AUDIT ENERGETICO DELL’IMPIANTO, al fine di individuare le fasi e gli impianti che consumano di più e conseguire un ulteriore risparmio energetico attraverso interventi tanto procedurali quanto impiantistici.

Sono state individuate anche le misure utili per LA COMPENSAZIONE DI UNA ULTERIORE QUOTA PARTE DI CO2 EQ PRODOTTA.

Il progetto individuato è UN PROCESSO DI FORESTAZIONE COMPENSATIVA gestito da Rete Clima (http://www.reteclima.it/), ente no-profit, attivo nell’analisi, riduzione e compensazione delle emissioni di CO2.

In risposta alla crescente rilevanza assunta dai progetti di mitigazione forestale nel mercato internazionale e italiano, con l’obiettivo mirato di compensare le emissioni di gas serra, lo scopo che il progetto Rete Clima si pone è quello di realizzare interventi compensativi di afforestazione rivolti al carbon offset a livello locale e nazionale, in maniera perfettamente tracciabile.

Il processo di compensazione scelto, riconosce il ruolo svolto nella mitigazione del clima, dalle foreste e dalle altre attività come la forestazione urbana, e mira anche a coinvolgere il territorio nell’azione di riduzione dei gas ad effetto serra.

Ecomondo 2014

CISA ha partecipato ad Ecomondo 2014 in “Città Sostenibile 2014” per presentare un programma formativo.