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  Taranto
La storia di Taranto è fatta di racconti leggendari, di eroi, di grandi culti, di popolazioni antiche e di importanti conquiste. Secondo uno di questi racconti, 2500 anni prima della nascita di Cristo, l’oracolo di Delfi rivelò allo spartano Falanto che, nei suoi viaggi di conquista, sarebbe arrivato nella terra di Saturnio dove, solo dopo esser stato bagnato da una pioggia caduta dal cielo sereno e senza nuvole, avrebbe fondato una nuova città. Il destino lo portò, sfinito dalla stanchezza, fino alla foce del fiume Tara. La moglie Etra pianse su di lui fiumi di lacrime per le mille difficoltà incontrate. La pioggia cadde dagli occhi di Etra e il responso si avverò: Falanto fondò la sua nuova città. Esiste anche un’altra vicenda mitologica legata alla fondazione di Taranto. Taras, figlio di Nettuno, navigando lungo le coste joniche vide emergere dalle acque un delfino, simbolo di fortuna. Taras decise allora di erigere le mura della città, all’interno delle quali sarebbe stato eretto un tempio dedicato al Dio Nettuno. Lo stemma della città riproduce, infatti, l’immagine del mitico Taras sul dorso di un delfino. Al di là delle affascinanti leggende mitologiche, è evidente, grazie alle fonti storicamente attestate, che Taranto, punto chiave dell’omonimo golfo, in posizione particolarmente protetta e tale al contempo da controllare e smistare la navigazione, divenne subito, nel contesto della Magna Grecia, una città di notevole importanza e attrattiva. Purtroppo di questo centro che fu potente ed insigne per manifestazioni culturali ed artistiche, restano ben poche testimonianze monumentali sotto l’abitato moderno, il cui rapido sviluppo ha talora determinato la scomparsa di resti prima esistenti. Proprio lo sviluppo edilizio ha, però consentito ritrovamenti fortuiti, che arricchiscono l’ampio patrimonio mobile proveniente dall’antica città e oggi conservato nel Museo Nazionale. Il primo insediamento greco sorse nel 706 a.C. sull’istmo che divide il porto interno (Mar Piccolo) da quello esterno (Mar Grande). I fondatori furono gli Spartani profughi dalla loro patria a seguito della guerra contro i Messeni. La tradizione è esplicita nell’indicare che i coloni furono accolti dai Cretesi e furono i primi ad intravedere in questa zona grandi possibilità di sviluppo: costruirono templi e palazzi, diedero nuovo impulso ai commerci, allo sfruttamento delle risorse terriere, alla crescita civile e sociale. Il nucleo iniziale crebbe nella lingua di terra compresa fra i due mari, oggi detta Città Vecchia e, verso la fine del V secolo, i quartieri abitativi si estesero anche nell’attuale Città Nuova. Qui sorge quanto resta dell’unico edificio religioso ancora visibile di Taranto greca: le colonne di un tempio dorico della prima metà del VI secolo a.C. Tratti delle mura, con filari di base in blocchi squadrati di calcare e resti di torri, sono in parte visibili presso il Mar Grande. Le tombe a camera delle necropoli, che si estendono dall’inizio del VII secolo all’età romana, completano i resti monumentali di Taranto greca. Assurta presto a notevole splendore, la città non presenta tuttavia una politica espansionistica di rilievo, almeno nei primi suoi secoli essa si orientò verso funzioni prevalentemente commerciali, che consistevano nello smistamento dei traffici provenienti dall’Oriente mediterraneo. Solo verso la metà del V sec. a.C. si manifestano attività di espansione verso occidente, che culminano con la fondazione di Eraclea. Successivamente, nella prima metà del IV secolo, Taranto raggiunse il massimo splendore sotto Archita, filosofo e uomo politico, capo di un’ampia confederazione delle città greche in Italia con sede ad Eraclea. La prosperità di Taranto divenne talmente grande che i cittadini furono costretti ad affidarsi a mercenari per difendere la loro splendida città. Tale situazione culminò con la venuta di Pirro, chiamato per difesa contro la grande potenza di Roma. Nel 272 a.C. Taranto si arrese ai Romani e, dopo una parentesi nella guerra di Annibale, tornò saldamente sotto il loro dominio. La situazione non mutò nemmeno con la caduta dell’Impero Romano, quando iniziarono a susseguirsi le diverse invasioni e distruzioni da parte di Ostrogoti, Arabi, Saraceni, Goti e Longobardi. I Bizantini risollevarono il destino di Taranto: la città fu ricostruita ad opera del Governatore bizantino Gongolano. Si assistette, così, ad un continuo susseguirsi di popolazioni: Normanni, Aragonesi e Borboni. Al centro del dinamismo mediterraneo, Taranto conquista una spiccata personalità sociale, civile soprattutto a seguito della Rivoluzione Francese quando nel 1866 fu costruita la base navale. Nel 1877 la Marina Militare fece del Castello Aragonese un suo possedimento e fu inaugurato il famoso e importante Ponte Girevole.


 
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