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  Massafra
Massafra, balcone sulle Gravine, racchiude un ricco tesoro di storia, arte, cultura e natura. Lungo le pareti scoscese e ripide delle gravine si è sviluppata la civiltà di un popolo che ha radici molto profonde. Lo stesso centro storico era anticamente attraversato da cinque canali o borri dai fianchi rupestri, ora quasi del tutto scomparsi per riempimento artificiale e dei quali sono visibili i resti guardando verso la pianura nel loro punto di sfociamento. Per la profondità, per la ricchezza delle testimonianze storico, artistiche, naturalistiche e paesaggistiche le Gravine della Madonna della Scala e di san Marco. La prima, delimita ad ovest l’abitato ed è percorribile interamente dalla sorgente alla foce. Prende il nome dal santuario omonimo, situato quasi al centro del suo percorso. La seconda, dalla chiesa rupestre dedicata al Santo, scavata sullo spalto orientale, divide la città vecchia dalla nuova, collegata dal ponte Garibaldi. Entrambe le gravine, lunghe quasi quattro chilometri, appartengono alla stessa era geologica e si sono formate, nel corso dei millenni, dall’erosione delle rocce calcaree dovuta all’azione delle piogge, dalla circolazione sotterranea di acque ricche di anidride carbonica e dai ripetuti movimenti tellurici. Affacciandoci dal ponte Garibaldi sulla gravina di San Marco e dalla terrazza che sporge su quella della Madonna della Scala possiamo ammirare un paesaggio suggestivo: case e chiese scavate nella roccia tufacea nascoste dai tappeti verdi degli ulivi e dalla ricca vegetazione che, alla macchia mediterranea, unisce un ricco sottobosco costituito da arbusti, erbe e fiori in un giardino botanico in cui forme, colori e profumi si mescolano. La fauna è invece oramai impoverita in seguito alla trasformazione dell’ambiente circostante e dall’intervento dell’uomo ma, la zona è ancora ricca di numerose specie di volatili ed insetti. In queste gravine l’uomo ha iniziato la propria esistenza a partire dal Neolitico. Infatti, il villaggio rupestre della Madonna della Scala era già attivo in epoca preistorica. Certa la frequentazione greca, messapica e romana. La tradizione ha motivato la presenza degli insediamenti rupestri come luogo di rifugio per i monaci bizantini fuggiti dall’Oriente ai tempi delle lotte iconoclastiche ma, le ricerche condotte da noti studiosi hanno dimostrato che alla formazione della civiltà rupestre hanno contribuito le popolazioni che già vivevano nelle gravine. Per la Gravina madonna della Scala è stato ipotizzata l’esistenza di un insediamento cristiano primitivo ed ora è certa l’esistenza del villaggio fra il V ed il VI sec. per il ritrovamento di un tesoretto monetale composto da piccoli bronzi di emissione vandala, con cospicue presenze bizantine. L’invasione normanna e dei popoli del Nord non determinò il declino della vita rupestre e solo intorno al XIV sec. il villaggio cominciò ad essere abbandonato a causa di alcuni crolli provocati dallo sfruttamento continuo della roccia. Nacquero così nuovi tipi di abitazioni sotterranee che avevano la stessa organizzazione delle case-grotte. Nonostante i crolli, il villaggio conserva le sue caratteristiche originarie: scale di accesso, sentieri, sistemi di canalizzazione e raccolta delle acque piovane, ambienti intercomunicanti che denotano una organizzazione familiare e sociale, alcove, silos per la raccolta dei cereali, nicchie per il torchio. Famosa nel villaggio e la Farmacia del mago Greguro, il greco sapiente che, secondo una leggenda popolare, raccoglieva, catalogava ed utilizzava, con l’aiuto di sua figlia Margheritella, le erbe medicinali esistenti nella gravina. E, ancora, la grande grotta naturale conosciuta come Grotta del Ciclope, frequentata dalla Preistoria fino al ‘500, adibita a luogo per assemblee pubbliche, di gioco e di mercato. Ma la Gravina Madonna della Scala conserva numerose testimonianze della fede cristiana. Si tratta di chiese rupestri ricche di affreschi.


 
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